Truffa online o phishing, cosa fare subito per recuperare i soldi

Truffa online o phishing: cosa fare subito per recuperare i soldi

Se ti hanno svuotato il conto con un SMS falso, una telefonata dalla “banca” o un falso annuncio online, le prime ore contano più di tutto. Muoversi subito e nel modo giusto aumenta molto le possibilità di bloccare le somme o di ottenere il rimborso.

Le prime cose da fare

  1. Blocca carte e accessi: chiama il numero ufficiale della tua banca, quello sul retro della carta o sul sito, e fai bloccare carte, home banking e app.
  2. Contesta le operazioni: chiedi per iscritto il disconoscimento di ogni pagamento o bonifico che non hai autorizzato tu.
  3. Chiedi il richiamo dei bonifici: se il denaro è appena partito, a volte la banca riesce a fermarlo o a recuperarlo.
  4. Conserva tutte le prove: SMS, email, numeri di telefono, screenshot di chat e siti, IBAN dei destinatari, estratti conto.
  5. Sporgi denuncia: alla Polizia Postale, anche online, o a qualsiasi ufficio di Polizia o Carabinieri.

La banca deve rimborsare?

Spesso sì. La legge sui servizi di pagamento prevede che, per un’operazione non autorizzata dal cliente, la banca debba rimborsare la somma in tempi brevi. Può rifiutarsi solo se dimostra che il cliente ha agito con frode o con colpa grave, ad esempio comunicando i propri codici in modo palesemente imprudente.

L’onere di provarlo è della banca, non del cliente. E le truffe più recenti sono spesso così sofisticate, con numeri di telefono falsificati e siti identici agli originali, che la colpa grave del cliente è tutt’altro che scontata.

Il termine per contestare un’operazione non autorizzata è di tredici mesi dall’addebito, ma conviene farlo subito.

Se la banca dice di no

Si può presentare un reclamo scritto alla banca e poi, se la risposta non soddisfa, ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario. È una procedura economica e relativamente rapida. In alternativa, o se le somme sono rilevanti, si può agire davanti al giudice.

La denuncia penale

Truffa e frode informatica, in molti casi, sono procedibili solo su querela della persona offesa, da presentare entro tre mesi dal momento in cui si è scoperto il fatto. Una querela ben scritta, con le prove ordinate e i riferimenti dei conti di destinazione, aiuta gli investigatori a seguire il denaro. Nel processo, poi, ci si può costituire parte civile per ottenere il risarcimento.

Attenzione alla seconda truffa

Dopo una truffa capita spesso di essere contattati da sedicenti esperti che promettono di recuperare i soldi in cambio di un anticipo. Quasi sempre si tratta di una seconda truffa. Diffida da chi chiede pagamenti anticipati o garantisce il recupero.

In sintesi

Blocca, contesta, conserva le prove, denuncia. Poi fai valutare la tua posizione verso la banca: molte richieste di rimborso respinte in un primo momento si possono contestare con successo.

Lo Studio De Stefano & Iacobacci Avvocati, con sede ad Avellino in via Santissima Trinità n. 36, assiste le vittime di truffe e frodi online nella querela, nei rapporti con la banca e nel processo penale.

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