Domanda di invalidità civile respinta: si può fare ricorso?
di Fabiola De Stefano – Avvocato Cassazionista cofondatore di De Stefano & Iacobacci Avvocati
Se l’INPS ha respinto o ridotto la percentuale di invalidità civile riconosciuta, non è la parola definitiva: esiste una procedura specifica, obbligatoria prima di poter agire, chiamata Accertamento Tecnico Preventivo (ATP).
Cos’è l’ATP e perché è obbligatorio
Dal 2012 (art. 445-bis c.p.c.) chi vuole contestare un verbale di invalidità, handicap o disabilità deve prima presentare un ricorso per ATP al Tribunale, che nomina un consulente tecnico d’ufficio (CTU) per una nuova visita medico-legale. Solo se una delle parti contesta le conclusioni del CTU si apre il vero e proprio giudizio.
I tempi da rispettare
Il ricorso per ATP va presentato entro 6 mesi dalla comunicazione del verbale INPS che si vuole contestare. È un termine perentorio: superato quello, il verbale diventa definitivo e non più impugnabile nel merito.
Cosa serve per un ricorso solido
- Copia del verbale di accertamento INPS
- Tutta la documentazione medica aggiornata (non solo quella già presentata all’INPS)
- Un quadro clinico chiaro delle patologie e della loro evoluzione nel tempo
FAQ
Posso presentare nuova documentazione medica non vista dalla commissione INPS? Sì, anzi è consigliabile: il CTU valuterà tutto il quadro clinico attuale.
Cosa succede se il CTU conferma la valutazione dell’INPS? Si può ancora contestare le conclusioni entro 30 giorni, aprendo la causa di merito vera e propria.
L’ATP riguarda anche la Legge 104? Sì, la stessa procedura si applica per l’accertamento dell’handicap e della disabilità ai fini della Legge 104/1992.