Perquisizione, sequestro, avviso di garanzia: le prime 24 ore che decidono tutto

Perquisizione, sequestro, avviso di garanzia: le prime 24 ore che decidono tutto

Negli ultimi tempi, ad Avellino e in provincia, sempre più persone si ritrovano coinvolte in indagini penali senza essersi mai sentite “criminali”.
Una perquisizione all’alba, un telefono sequestrato, un avviso di garanzia notificato in silenzio.

La domanda è sempre la stessa:
“E adesso cosa faccio?”

La risposta è semplice e scomoda: le prime 24 ore decidono l’esito del procedimento.

Perché partono davvero le indagini

Contrariamente a quanto si crede, molte indagini non nascono da prove definitive, ma da:

  • segnalazioni bancarie o fiscali

  • intercettazioni indirette

  • dichiarazioni di terzi

  • controlli su bonus, appalti, società

La perquisizione serve a cercare prove, non a confermare una colpa già accertata.

I reati più frequentemente contestati

  • reati contro la Pubblica Amministrazione

  • truffa e falso

  • reati tributari

  • concorso di persone nel reato

Cosa fare subito (davvero)

  1. Non rilasciare dichiarazioni spontanee

  2. Non consegnare dispositivi senza verbale dettagliato

  3. Chiedere copia degli atti e dei decreti

  4. Annotare ogni dettaglio della perquisizione

  5. Contattare immediatamente un avvocato penalista

Gli errori che rovinano una difesa

  • “Tanto chiarisco tutto”

  • Parlare con amici o colleghi

  • Scrivere messaggi “di spiegazione”

  • Tentare di sistemare documenti dopo il sequestro

Come si imposta una difesa efficace

Una vera difesa nasce da:

  • analisi tecnica degli atti

  • ricostruzione cronologica documentale

  • individuazione delle prove inutilizzabili

  • scelta strategica se e quando parlare

📌 Se sei coinvolto in un’indagine, il tempo non è tuo alleato.
👉 Richiedi subito un primo inquadramento riservato.

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