Perquisizione, sequestro, avviso di garanzia: le prime 24 ore che decidono tutto
Negli ultimi tempi, ad Avellino e in provincia, sempre più persone si ritrovano coinvolte in indagini penali senza essersi mai sentite “criminali”.
Una perquisizione all’alba, un telefono sequestrato, un avviso di garanzia notificato in silenzio.
La domanda è sempre la stessa:
“E adesso cosa faccio?”
La risposta è semplice e scomoda: le prime 24 ore decidono l’esito del procedimento.
Perché partono davvero le indagini
Contrariamente a quanto si crede, molte indagini non nascono da prove definitive, ma da:
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segnalazioni bancarie o fiscali
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intercettazioni indirette
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dichiarazioni di terzi
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controlli su bonus, appalti, società
La perquisizione serve a cercare prove, non a confermare una colpa già accertata.
I reati più frequentemente contestati
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reati contro la Pubblica Amministrazione
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truffa e falso
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reati tributari
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concorso di persone nel reato
Cosa fare subito (davvero)
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Non rilasciare dichiarazioni spontanee
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Non consegnare dispositivi senza verbale dettagliato
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Chiedere copia degli atti e dei decreti
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Annotare ogni dettaglio della perquisizione
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Contattare immediatamente un avvocato penalista
Gli errori che rovinano una difesa
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“Tanto chiarisco tutto”
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Parlare con amici o colleghi
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Scrivere messaggi “di spiegazione”
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Tentare di sistemare documenti dopo il sequestro
Come si imposta una difesa efficace
Una vera difesa nasce da:
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analisi tecnica degli atti
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ricostruzione cronologica documentale
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individuazione delle prove inutilizzabili
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scelta strategica se e quando parlare
📌 Se sei coinvolto in un’indagine, il tempo non è tuo alleato.
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