Cittadinanza italiana iure sanguinis, come si ottiene se il tuo antenato è emigrato dall’Irpinia
di Fabiola De Stefano – Avvocato Cassazionista cofondatore di De Stefano & Iacobacci Avvocati
Milioni di discendenti di emigrati italiani, in Sud America e in altri continenti, hanno diritto alla cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis) senza che l’antenato l’abbia mai persa formalmente. È un diritto riconosciuto, ma richiede una ricostruzione documentale precisa e spesso complessa.
Il principio di base
La cittadinanza italiana si trasmette per discendenza senza limiti di generazioni, a condizione che nessun avo della linea diretta abbia naturalizzato in un altro paese prima della nascita del figlio successivo nella catena di trasmissione. È questo il punto che più spesso richiede una verifica storica e archivistica accurata.
I documenti necessari
- Atto di nascita dell’avo italiano, reperibile presso il Comune italiano di origine (per chi ha radici in Irpinia, spesso archivi comunali o diocesani)
- Certificato di non naturalizzazione, o eventualmente il certificato di naturalizzazione con relativa data, da verificare attentamente
- Catena completa di atti di nascita, matrimonio ed eventualmente morte, di ogni generazione fino al richiedente
- Traduzione e legalizzazione (apostille) dei documenti esteri
Le due strade percorribili
- Via amministrativa, tramite il Consolato italiano competente nel paese di residenza, con tempi che variano molto a seconda della sede
- Via giudiziaria, tramite ricorso al Tribunale civile in Italia, spesso più rapida rispetto ai tempi consolari attualmente molto lunghi in diversi paesi
Le recenti novità normative
La materia della cittadinanza iure sanguinis è stata interessata da modifiche legislative recenti che hanno introdotto limiti generazionali per le nuove domande: è quindi fondamentale una valutazione aggiornata della propria situazione specifica prima di avviare la pratica.
FAQ
Serve venire fisicamente in Italia per ottenere la cittadinanza? Dipende dalla via scelta: quella giudiziaria in molti casi può essere gestita con procura, senza necessità di presenza fisica in ogni fase.
Quanto tempo richiede in media la procedura? Varia moltissimo: da alcuni mesi per la via giudiziaria a diversi anni per la via consolare, a seconda del paese e dell’ufficio competente.
Cosa succede se manca un documento nella catena genealogica? È spesso possibile recuperarlo tramite ricerche presso l’archivio comunale o diocesano italiano di origine; è uno dei passaggi più delicati dell’intera pratica.