Mantenimento non pagato dall’ex coniuge: come recuperarlo velocemente
di Fabiola De Stefano – Avvocato Cassazionista cofondatore di De Stefano & Iacobacci Avvocati
Il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento — per l’ex coniuge o per i figli — è una delle situazioni più frequenti e più stressanti nel post-separazione. La buona notizia è che la legge offre strumenti concreti ed efficaci per il recupero.
Il primo passo: la diffida formale
Prima di ogni azione esecutiva, è opportuno inviare una diffida ad adempiere che intimi il pagamento entro un termine breve (solitamente 15 giorni), sia per tentare una soluzione rapida, sia perché costituisce la prova della mora del debitore in vista di eventuali azioni successive.
Gli strumenti esecutivi
Se la diffida non produce effetto, il provvedimento di separazione o divorzio è già titolo esecutivo: si può quindi procedere direttamente con:
- Pignoramento presso terzi (stipendio, conto corrente, pensione)
- Sequestro dei beni del debitore, se c’è il fondato timore che si sottragga al pagamento
- Ordine di pagamento diretto al datore di lavoro del coniuge inadempiente, previsto specificamente dall’art. 156 c.c. per l’assegno di mantenimento
La rilevanza penale
La violazione degli obblighi di assistenza familiare, se protratta e tale da far mancare i mezzi di sussistenza al coniuge o ai figli, può configurare il reato previsto dall’art. 570-bis c.p., perseguibile anche con denuncia-querela.
FAQ
Quanto tempo impiega un pignoramento dello stipendio? Dipende dal carico dell’ufficio giudiziario, ma generalmente si attiva in tempi più rapidi rispetto a un’intera causa, trattandosi di esecuzione su titolo già esistente.
Posso agire anche se sono passati diversi anni dal mancato pagamento? Sì, il credito per mantenimento arretrato si prescrive in 5 anni: è importante non lasciare passare troppo tempo.
Cosa succede se l’ex coniuge non ha beni aggredibili? In questi casi si può valutare, parallelamente, la via penale, che ha anche una funzione deterrente.