đź§ Lavorgna c. Italia (7 novembre 2024): violazione del divieto di trattamenti inumani e degradanti
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La CEDU ha condannato lo Stato italiano per violazione dell’articolo 3 CEDU (divieto di trattamenti inumani o degradanti) nel caso Lavorgna c. Italia (ricorso n. 8436/21). Il caso riguarda l’applicazione prolungata e ingiustificata di contenzione meccanica e farmacologica nei confronti di un paziente psichiatrico in un reparto ospedaliero.
🔎 Fatti
Il ricorrente, ricoverato con provvedimento di Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO), fu sottoposto a contenzione meccanica per quasi otto giorni, oltre il periodo strettamente necessario per prevenire pericolo a sé o ad altri.
⚖️ Decisione della Corte
La Corte ha ritenuto che:
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La misura protratta ha costituito trattamento inumano e degradante (violazione sostanziale dell’art. 3).
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Le autorità italiane non hanno svolto un’indagine efficace sulla legittimità e proporzionalità delle misure (violazione procedurale dell’art. 3).
📍 Perché è rilevante
Questa sentenza indica che la tutela contro trattamenti eccessivi o non necessari in strutture sanitarie è protetta dalla CEDU, e che lo Stato può essere ritenuto responsabile anche per mancata vigilanza e controlli adeguati.