Il tempo per raggiungere il luogo di lavoro rientra nell’attività lavorativa

…Il tempo per raggiungere il luogo di lavoro rientra nell’attività lavorativa vera e propria (e va, quindi, sommato al normale orario di lavoro come straordinario) allorché lo spostamento sia funzionale rispetto alla prestazione; in particolare, sussiste il carattere di funzionalità nei casi in cui il dipendente, obbligato a presentarsi presso la sede aziendale, sia poi di volta in volta destinato in diverse località per svolgervi la sua prestazione lavorativa…

Cass.Civ., ord. 29 luglio 2013 n. 18237

ultimi giorni per proporre ricorso al tar Napoli avverso decreto di esclusione dall’ultimo CONCORSONE per il reclutamento del personale docente nella scuola primaria

Con sentenza in forma semplificata n. 3401 del 3.7.2013  il TAR Napoli accoglie il ricorso avverso il decreto del dirigente dell’ufficio scolastico regionale della Campania di esclusione  dal concorso per titoli ed esami per il reclutamento del personale docente di scuola primaria e dell’infanzia essendo legittimo titolo di ammissione il diploma di liceo linguistico conseguito presso l’istituto magistrale entro a/s 2001/02

non può partecipare al giudizio di rinvio il giudice dell’esecuzione che si è espresso ex art. 671 c.p.p.

Corte costituzionale sent. 183 del 3 luglio 2013:

1) dichiara l’illegittimità costituzionale degli articoli 34, comma 1, e 623, comma 1, lettera a), del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevedono che non possa partecipare al giudizio di rinvio dopo l’annullamento il giudice che ha pronunciato o concorso a pronunciare ordinanza di accoglimento o rigetto della richiesta di applicazione in sede esecutiva della disciplina del reato continuato, ai sensi dell’art. 671 del medesimo codice;

2) dichiara, in applicazione dell’articolo 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l’illegittimità costituzionale dei medesimi articoli 34, comma 1, e 623, comma 1, lettera a), del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevedono che non possa partecipare al giudizio di rinvio dopo l’annullamento il giudice che ha pronunciato o concorso a pronunciare ordinanza di accoglimento o rigetto della richiesta di applicazione in sede esecutiva della disciplina del concorso formale, ai sensi dell’art. 671 dello stesso codice.

indennità sostitutiva sempre in caso di ferie non godute

…in relazione al carattere irrinunciabile del diritto alle ferie, garantito dall’art. 36 Cost. e dall’art. 7 della direttiva 2003/88/CE (…), ove in concreto le ferie non siano effettivamente fruite, anche senza responsabilità del datore di lavoro, spetta al lavoratore la relativa indennità sostitutiva, la cui funzione è quella di compensare il danno costituito dalla perdita del bene (il riposo con recupero delle energie psicofisiche, la possibilità di meglio dedicarsi a relazioni familiari e sociali, l’opportunità di svolgere attività ricreative e simili) al cui soddisfacimento l’istituto delle ferie è destinato…

Cass., sez. Lav., sent. n. 16735 del 4 luglio 2013

Se il condannato lo richiede può svolgere il lavoro di pubblica utilità dalla provincia

CORTE COSTITUZIONALE sentenza n. 179 del 1 luglio 2013:
è dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 54, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 2000, n.274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell’articolo 14 della legge 24 novembre 1999, n. 468), nella parte in cui non prevede che, “Se il condannato lo richiede, il giudice può ammetterlo a svolgere il lavoro di pubblica utilità fuori dall’ambito della provincia in cui risiede”.

i provvedimenti del Magistrato di Sorveglianza non possono essere disattesi dal DAP

le decisioni del magistrato di sorveglianza, rese su reclami proposti da detenuti a tutela di propri diritti e secondo la procedura contenziosa di cui all’art. 14 ter ord. pen., devono ricevere concreta applicazione e non possono essere private di effetti pratici da provvedimenti dell’Amministrazione penitenziaria o di altre autorità

Corte cost., 7 giugno 2013, n. 135

come individuare il reato più grave nella c.d. continuazione

Cass.Pen., Sez. Un., 13 giugno 2013, n. 25939:

al fine di individuare quale tra diversi reati unificati dalla continuazione sia il più grave è necessario guardare a:

1. specie di pena principale comminata (i delitti sempre più gravi delle contravvenzioni);

2. cornice edittale (massimo edittale più elevato o, se uguale, il minimo edittale più elevato);

3. eventuali circostanze del reato e, all’esito dell’eventuale giudizio di bilanciamento, calcolare nel minimo l’effetto di riduzione per le attenuanti e nel massimo l’aumento per le circostanze aggravanti;

4. comunque il giudice non può mai applicare una pena-base inferiore al minimo edittale previsto per uno qualsiasi dei reati unificati dall’identità del disegno criminoso.

il Notaio che non fa le visure è responsabile nei confronti del cliente ex contractu

Il notaio quand’anche sia stato esonerato dalle visure, essendo comunque tenuto all’esecuzione del contratto di prestazione d’opera professionale secondo i canoni della diligenza qualificata di cui all’articolo 1176 comma secondo c.c. e della buona fede, qualora, come nella specie non osserva i suddetti obblighi risponde “ex contractu” per inadempimento della obbligazione di prestazione di opera intellettuale.

Cassazione Civile, Sezione III, 19 Giugno 2013, n. 15305

consumo di gruppo di stupefacenti e articolo 75

…il c.d. consumo di gruppo di sostanze stupefacenti, sia nel caso di acquisto in comune sia in quello del mandato all’acquisto collettivo ad uno degli assuntori e nell’originaria conoscenza dell’identità degli altri, continua a costituire, anche dopo le modifiche apportate dalla legge 21 febbraio 2006, n. 49, una ipotesi di uso esclusivamente personale dei partecipanti al gruppo e quindi integra l’illecito amministrativo di cui all’articolo 75 e non già il reato di cui all’articolo 73, comma 1-bis..

Cass.Pen., Sez. Unite, 10 giugno 2013, n. 25401

la garanzia prevista dall’art. 1669 c.c. e le infiltrazioni d’acqua

ad avviso di Cass.civ., Sez. II, 11 giugno 2013, n. 14650:

…Costituisce ius receptum nella giurisprudenza di questa Corte che i gravi difetti di costruzione che danno luogo alla garanzia prevista dall’art. 1669 c.c. non si identificano necessariamente con vizi influenti sulla staticità dell’edificio, ma possono consistere in qualsiasi alterazione incidente sulla struttura e sulla funzionalità dell’edificio, menomandone il godimento in misura apprezzabile…L’incidenza negativa dei difetti costruttivi inclusi nell’art. 1669 c.c. può consistere, in particolare, in una qualsiasi alterazione, conseguente ad un’insoddisfacente realizzazione dell’opera, che, pur non riguardando parti essenziali della stessa (e perciò non determinandone la “rovina” od il “pericolo di rovina”), bensì quegli elementi accessori o secondari che ne consentono l’impiego duraturo cui è destinata (quali, ad esempio, le condutture di adduzione idrica, i rivestimenti, l’impianto di riscaldamento, la canna fumaria), incida negativamente ed in modo considerevole sul godimento dell’immobile medesimo

Pertanto, la Cassazione si è spinta fino a considerare rientranti nella nozione di gravi difetti anche le infiltrazioni d’acqua determinate da carenze d’impermeabilizzazione e da inidonea realizzazione degli infissi.

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