Multa per il “pezzotto” (IPTV pirata): cosa si rischia e come difendersi
Dal 2025 la Guardia di Finanza identifica a migliaia gli abbonati alle IPTV illegali, risalendo ai pagamenti effettuati. Chi riceve la contestazione deve sapere che cosa rischia e quali termini ha a disposizione.
Cosa rischia l’utente finale
Per chi guarda contenuti pirata la legge sul diritto d’autore (art. 174-ter L. 633/1941) prevede una sanzione amministrativa: da 154 euro fino a 5.000 euro nei casi di recidiva o più gravi, oltre alla confisca degli apparecchi. Non è un reato, ma la sanzione resta e può aggiungersi la richiesta di risarcimento dei titolari dei diritti.
Cosa rischia chi rivende o distribuisce
Chi vende abbonamenti, configura dispositivi o gestisce la rete risponde penalmente (art. 171-ter L. 633/1941), spesso insieme ad altri reati come il riciclaggio o l’autoriciclaggio dei proventi.
I termini da non perdere
- 30 giorni dalla contestazione per inviare scritti difensivi o chiedere un’audizione all’autorità competente.
- 60 giorni per pagare in misura ridotta, se si decide di non contestare.
- 30 giorni dalla notifica dell’eventuale ordinanza-ingiunzione per proporre opposizione davanti al giudice.
Quando conviene difendersi
- Se l’abbonamento era intestato o pagato da altri.
- Se la prova si basa solo su un pagamento non riconducibile con certezza al servizio pirata.
- Se si contesta la recidiva e quindi l’importo maggiorato.
- Se arriva una richiesta di risarcimento dai titolari dei diritti.
Domande frequenti
Ho disdetto da tempo: possono ancora sanzionarmi? Sì, entro i termini di prescrizione dell’illecito amministrativo.
La multa finisce sulla fedina penale? No, per l’utente si tratta di una sanzione amministrativa.
contatta un penalista esperto