Ricorso per Cassazione nel diritto di famiglia, quando proporlo e come funziona

Ricorso per Cassazione nel diritto di famiglia: quando proporlo e come funziona

A cura dell’Avv. Fabiola De Stefano, avvocato civilista abilitato al patrocinio davanti alla Corte di Cassazione e alle giurisdizioni superiori. Studio Legale De Stefano & Iacobacci, Avellino.

In breve: il ricorso per Cassazione permette di impugnare le decisioni d’appello in materia di separazione, divorzio, assegni di mantenimento, affidamento dei figli e stato di adottabilità. Il ricorso è ammesso solo per motivi di diritto, tassativamente indicati dall’art. 360 c.p.c., e va proposto entro 60 giorni dalla notifica della sentenza oppure, in mancanza di notifica, entro 6 mesi dalla pubblicazione. Può essere sottoscritto soltanto da un avvocato iscritto all’albo speciale dei cassazionisti.

Chi è l’Avv. Fabiola De Stefano

Fabiola De Stefano è avvocato civilista del Foro di Avellino, iscritta all’Albo speciale per il patrocinio davanti alla Corte di Cassazione e alle altre giurisdizioni superiori da moltissimi anni. Con l’Avv. Danilo Iacobacci, penalista cassazionista, è socia dello Studio Legale De Stefano & Iacobacci Avvocati, in via Santissima Trinità n. 36, ad Avellino.

La sua attività riguarda in particolare il diritto di famiglia e delle persone, in tutti i gradi di giudizio: separazioni e divorzi, assegno di mantenimento e assegno divorzile, affidamento e collocamento dei figli, procedimenti davanti al Tribunale per i minorenni e alla Corte d’Appello, ricorsi per Cassazione. Assiste clienti in tutta Italia, perché il giudizio di legittimità si svolge a Roma ed è unico per tutto il territorio nazionale.

Che cos’è il ricorso per Cassazione (e cosa non è)

La Corte di Cassazione non rifà il processo. Non riesamina le prove e non stabilisce di nuovo chi ha ragione sui fatti. Verifica che i giudici di merito abbiano applicato correttamente la legge e rispettato le regole del processo.

Per questo il ricorso deve basarsi su uno dei motivi previsti dall’art. 360 c.p.c.:

  1. motivi attinenti alla giurisdizione;
  2. violazione delle norme sulla competenza;
  3. violazione o falsa applicazione di norme di diritto;
  4. nullità della sentenza o del procedimento;
  5. omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio, oggetto di discussione tra le parti.

Un ricorso che, nella sostanza, chiede alla Corte una diversa valutazione delle prove viene dichiarato inammissibile. È una delle cause più frequenti di insuccesso nel giudizio di legittimità. Il primo compito del difensore è quindi capire, con franchezza, se nella sentenza d’appello ci sia davvero un errore di diritto da far valere.

Le decisioni in materia di famiglia che si possono impugnare

Separazione e divorzio

Si possono impugnare in Cassazione le sentenze d’appello su addebito della separazione, presupposti del divorzio e statuizioni economiche. Le questioni ricorrenti riguardano l’applicazione dei criteri di legge e dei principi fissati dalla giurisprudenza di legittimità.

Assegno divorzile e assegno di mantenimento

Dopo la sentenza delle Sezioni Unite n. 18287 del 2018, l’assegno divorzile ha una funzione assistenziale e, insieme, compensativo-perequativa. Il giudice deve quindi considerare anche il contributo dato dal coniuge alla vita familiare e alla formazione del patrimonio comune. Molti ricorsi denunciano l’errata applicazione di questi criteri, per esempio quando il giudice d’appello si limita a confrontare i redditi senza valutare il contributo endofamiliare.

Affidamento e collocamento dei figli

Le decisioni su affidamento, collocamento e diritto di visita sono guidate dal superiore interesse del minore. Il ricorso è ammissibile, per esempio, quando il minore capace di discernimento non è stato ascoltato senza adeguata motivazione, o quando il giudice ha deciso senza esaminare un fatto decisivo.

Stato di adottabilità

È uno dei settori più delicati. La dichiarazione dello stato di adottabilità è l’extrema ratio: la legge e la giurisprudenza di legittimità impongono di verificare in concreto l’impossibilità di recuperare le capacità genitoriali, anche con il sostegno dei servizi. Il ricorso per Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello è lo strumento con cui far valere la violazione di questi principi.

I termini: attenzione alle scadenze

  • Termine breve: 60 giorni dalla notificazione della sentenza.
  • Termine lungo: 6 mesi dalla pubblicazione, se la sentenza non è stata notificata.

Scaduti i termini, la sentenza passa in giudicato e non è più impugnabile. Conviene quindi far esaminare la sentenza d’appello appena viene depositata: preparare un ricorso ben costruito richiede tempo.

Come si redige un ricorso efficace

Il ricorso deve rispettare requisiti formali rigorosi (art. 366 c.p.c.): esposizione chiara e sintetica dei fatti, motivi specifici, indicazione precisa degli atti e documenti su cui ciascun motivo si fonda. Con la riforma del processo civile è stato introdotto anche il procedimento per la decisione accelerata (art. 380-bis c.p.c.), che consente alla Corte di proporre la definizione del giudizio quando il ricorso appare inammissibile, improcedibile o manifestamente infondato.

Nel lavoro dell’Avv. De Stefano ogni incarico parte da tre passaggi:

  1. Analisi preliminare della sentenza d’appello, per individuare eventuali errori di diritto denunciabili.
  2. Parere scritto sulla proponibilità del ricorso, con valutazione onesta di rischi, costi e alternative.
  3. Redazione del ricorso e, se c’è un ricorso avversario, del controricorso, oltre alle memorie e alla discussione davanti alla Corte.

Domande frequenti

Chi può firmare un ricorso per Cassazione?
Solo un avvocato iscritto all’Albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori, detto avvocato cassazionista.

Devo cambiare avvocato per andare in Cassazione?
Non necessariamente. Se il legale che ti ha seguito in appello non è cassazionista, può collaborare con un collega abilitato, che firmerà il ricorso.

Si possono portare nuove prove in Cassazione?
No. Il giudizio di legittimità si basa sugli atti dei gradi precedenti e non ammette nuove prove sui fatti.

Quanto dura un giudizio in Cassazione?
I tempi variano in base alla sezione e al tipo di procedimento. Nelle materie che riguardano i minori sono spesso previste trattazioni prioritarie.

Il ricorso sospende la sentenza d’appello?
Di regola no. In presenza di presupposti specifici si può chiedere la sospensione dell’esecuzione al giudice che ha emesso la sentenza.

Lo Studio segue clienti fuori dalla Campania?
Sì. Il ricorso per Cassazione si discute a Roma per tutta Italia, e l’esame degli atti e i contatti possono avvenire anche a distanza.

Contatti

Avv. Fabiola De Stefano, Studio Legale De Stefano & Iacobacci Avvocati
Via Santissima Trinità n. 36, Avellino

Questo articolo ha finalità informativa e non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

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