Corte costituzionale, sentenza n. 115/2025: aperta la strada al congedo di paternità per genitori intenzionali

La Consulta  con sentenza N. 115 del 2025 dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 27-bis del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), come inserito dall’art. 2, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 30 giugno 2022, n. 105, recante «Attuazione della direttiva (UE) 2019/1158 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e che abroga la direttiva 2010/18/UE del Consiglio», nella parte in cui non riconosce il congedo di paternità obbligatorio a una lavoratrice, genitore intenzionale, in una coppia di donne risultanti genitori nei registri dello stato civile.

Corte costituzionale, sentenza n. 115/2025: aperta la strada al congedo di paternità per genitori intenzionali

📌 È illegittimo escludere il congedo di paternità obbligatorio per la seconda genitorialità femminile

Secondo la Corte, la norma è irragionevole e contrasta con il principio di uguaglianza: essa nega il congedo di paternità obbligatorio – previsto per 10 giorni – a una lavoratrice che ricopre il ruolo di “secondo genitore equivalente” in una coppia di donne, nonostante il suo status sia riconosciuto nei registri dello stato civile. Tale esclusione determina un trattamento differenziato tra casi sostanzialmente identici, in conflitto con la normativa europea sul lavoro e sulle pari opportunità.

🧭 Il contesto giuridico e sociale

L’intervento della Corte ha origine da un’ordinanza della Corte d’Appello di Brescia, trasmessa il 4 dicembre 2024 (registro ordinanze n. 234/2024), nella quale era stata sollevata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 27‑bis nella parte sopra descritta.

💼 Le ricadute pratiche

  1. Accesso equo al congedo di paternità: le donne riconosciute come “secondo genitore equivalente” potranno ora ottenere lo stesso congedo obbligatorio di dieci giorni riconosciuto ai padri biologici o adottivi.
  2. Impulso alla più ampia riforma normativa: la sentenza suggerisce l’opportunità di una revisione legislativa più ampia, affinché il quadro normativo italiano rispetti pienamente gli standard europei in materia di genitorialità e lavoro.
  3. Rafforzamento della tutela della parità di trattamento: la decisione segna un passo avanti nei diritti civili e nella tutela delle famiglie non tradizionali.

🧾 In sintesi

  • Pronuncia: Sentenza n. 115/2025, depositata il 21 luglio 2025.
  • Norma impugnata: art. 27‑bis del d.lgs. 151/2001, come modificato dal d.lgs. 105/2022.
  • Motivo: discriminazione tra genitori equivalenti, in violazione del principio di uguaglianza e del diritto europeo.
  • Effetti: riconoscimento del congedo obbligatorio anche alle lavoratrici in coppie dello stesso sesso con status genitoriale equiparato.

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