omissione di atti di ufficio e accesso ai documenti amministrativi

Ricorda il collegio che in tema di omissione di atti di ufficio, con particolare riferimento alla richiesta di accesso ai documenti amministrativi ai sensi della L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 25, dalla lettura dell’art. 328 c.p., comma 2, si ricava che la facoltà  di interpello del privato, cui corrisponde un dovere di rispondere o di attivarsi da parte del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio, è riconosciuta esclusivamente al soggetto, che abbia interesse al compimento dell’atto. Tale interesse non si identifica con quello generale al buon andamento della pubblica amministrazione, che riguarda tutti i consociati, ma in quello che fa capo ad una situazione soggettiva, sulla quale il provvedimento è destinato direttamente ad incidere
Cass. pen., sez. VI, 15 giugno 2011, n. 24022.

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