Avvocati esperti in materia di malasanità e risarcimenti in Campania

De Stefano & Iacobacci sono Avvocati esperti in materia di malasanità e risarcimenti conseguenti.

Aiutiamo i nostri clienti sin da subito ad ottenere tutte le informazioni riguardanti vicende di malasanità ed possibili risarcimenti, in particolare:

Comprensione dei Diritti: Aiutiamo a capire quali sono i diritti in caso di malasanità. Verifichiamo se i nostri assistiti hanno diritto a un risarcimento per danni subiti a causa di errori medici o di negligenza da parte di strutture sanitarie. Rispondiamo a tutte le domande  che spesso riguardano cosa costituisce effettivamente un caso di malasanità, quali documenti sono necessari per provare il danno e come avviare un’azione legale.

Procedure per Richiedere il Risarcimento: I nostri assistiti  sono interessati a capire come funziona il processo di richiesta di risarcimento. Domande frequenti includono informazioni sui passi da seguire per avviare una causa, i tempi di prescrizione per presentare una azione legale, e le differenze tra un procedimento civile e uno penale in questi casi.

Calcolo del Risarcimento: Un altro tema centrale riguarda il calcolo del risarcimento. Aiutiamo i nostri clienti a comprendere come viene determinato l’importo del risarcimento, quali fattori vengono considerati (come la gravità del danno, le spese mediche sostenute, la perdita di reddito) e le tabelle e linee guida specifiche che i giudici utilizzano per stabilire l’ammontare del risarcimento.

Supporto Legale Specializzato: siamo avvocati specializzati in malasanità, annoveriamo casi di successo precedenti che hanno generato una buona reputazione, non solo locale.

Tempi di Risoluzione delle Cause: Un’altra preoccupazione comune ai nostri assistiti, che aiutiamo a superare, riguarda i tempi necessari per la risoluzione delle cause legate alla malasanità. Spieghiamo quanto tempo può durare un processo, quali sono i fattori che possono rallentare il procedimento e se esistono alternative più rapide, come la mediazione o la conciliazione.

In sintesi, siamo in grado di fronteggiare tutti i bisogni principali dei nostri clienti e li guidiamo al fine di  orientarsi nel complesso sistema legale legato alla malasanità, per far loro comprendere i propri diritti e ottenere il giusto risarcimento per i danni subiti.

Se sei vittima di un caso di malasanità chiamaci, ti aiuteremo!
O Scrivici a avvocati@studiolegaledesia.com

Migliori Avvocati per il Diritto di Famiglia in Campania

De Stefano & Iacobacci Avvocati è il punto di riferimento legale per il Diritto di Famiglia in Campania.

Tra le più note cause seguite dal nostro studio legale vi sono le questioni legate a divorzi, separazioni, affidamento dei figli e successioni, che rimangono tra le più richieste consulenze legali. Questo riflette una costante necessità di assistenza legale nelle dinamiche familiari, che spesso comportano controversie complesse.

Se vuoi sapere di cosa ci occupiamo più di frequente clicca qui!

Le consulenze legali del nostro studio legale in materia di diritto di famiglia in Campania, così come in altre regioni italiane, esprimono principalmente bisogni legati a situazioni personali complesse e spesso emotivamente delicate.

Le vicende del diritto di famiglia più numerose e ricorrenti riguardano:

Divorzi e Separazioni: i nostri clienti cercano assistenza legale per comprendere le procedure, i costi, e i diritti legati al divorzio o alla separazione. Domande frequenti includono le differenze tra separazione consensuale e giudiziale, i tempi necessari per completare il processo e le conseguenze legali della separazione sui beni comuni e sul patrimonio.

Affidamento dei Figli: Un tema cruciale è l’affidamento dei figli, soprattutto in caso di separazione conflittuale. Le nostre consulenze riguardano come ottenere l’affidamento esclusivo, come gestire il diritto di visita e quali sono i diritti e doveri del genitore non affidatario. Ai nostri clienti vengono fornite informazioni su come le decisioni sul mantenimento dei figli vengono prese dai tribunali.

Mantenimento e Assegno di Mantenimento: Molte delle nostre consulenze  sono focalizzate su come viene calcolato l’assegno di mantenimento per i figli o il coniuge, quali sono i criteri utilizzati dai giudici, e quali sono le implicazioni fiscali. I  nostri assistiti spesso vogliono sapere come modificare l’importo in caso di cambiamenti nelle circostanze economiche.

Successioni e Testamenti: In tema di successioni, aiutiamo i nostri clienti a capire come viene gestita l’eredità in assenza di un testamento, quali sono i diritti degli eredi legittimi, e come contestare un testamento se ritengono che vi siano irregolarità. Domande frequenti riguardano anche la divisione dei beni tra gli eredi e i tempi della procedura di successione.

Tutela contro la Violenza Domestica: In situazioni di violenza domestica, il nostro studio legale aiuta ad ottenere misure protettive, a denunciare un coniuge violento e spiegare quali sono i diritti della vittima nel contesto di una separazione o divorzio. Le donne in particolare cercano supporto per capire come proteggere se stesse e i propri figli in queste circostanze, trovando nei nostri avvocati un immediato ed utile aiuto.

Sei ti serve una consulenza legale professionale in materia contattaci! 
Oppure scrivi una email a avvocati@studiolegaledesia.com

Inammissibilità del riconoscimento del “terzo genere” e Incostituzionalità dell’autorizzazione del tribunale per i trattamenti medico-chirurgici

Con la storica sentenza n. 143 del 2024 la CORTE COSTITUZIONALE italiana ha:

1) dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 31, comma 4, del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell’articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69), nella parte in cui prescrive l’autorizzazione del tribunale al trattamento medico-chirurgico anche qualora le modificazioni dei caratteri sessuali già intervenute siano ritenute dallo stesso tribunale sufficienti per l’accoglimento della domanda di rettificazione di attribuzione di sesso;

2) dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 14 aprile 1982, n. 164 (Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso), sollevate, in riferimento agli artt. 2, 3, 32 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, dal Tribunale ordinario di Bolzano, sezione seconda civile, in composizione collegiale, con la ordinanza di remissione.

Cosa significa? Che conseguenze ci sono?

La sentenza n. 143 del 2024 della Corte Costituzionale italiana ha affrontato due questioni principali sollevate dal Tribunale di Bolzano riguardanti la rettificazione di sesso e il riconoscimento di identità di genere non binarie.

1. Inammissibilità del riconoscimento del “terzo genere”:

La Corte ha dichiarato inammissibile la questione relativa alla mancata previsione di un genere “altro” oltre a quello maschile e femminile.

La Corte ha argomentato che l’introduzione di un terzo genere avrebbe un impatto sistemico e richiederebbe un intervento legislativo complessivo.

La Corte ha sottolineato che la questione deve essere affrontata dal legislatore, evidenziando comunque la crescente sensibilità verso le identità non binarie e la necessità di un dibattito pubblico e legislativo su questo tema.

2. Incostituzionalità dell’autorizzazione del tribunale per i trattamenti medico-chirurgici:

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma che richiedeva l’autorizzazione del tribunale per i trattamenti medico-chirurgici di adeguamento dei caratteri sessuali.

Ha ritenuto che questa prescrizione fosse irragionevole, in quanto l’evoluzione giurisprudenziale ha escluso la necessità di un intervento chirurgico come condizione per la rettificazione anagrafica.

La sentenza semplifica significativamente l’accesso ai trattamenti, eliminando l’obbligo dell’autorizzazione giudiziale, riducendo così tempi e costi per i richiedenti e alleggerendo il carico di lavoro dei tribunali.

In sintesi, la sentenza 143/2024 della Corte Costituzionale rappresenta un passo avanti nella semplificazione delle procedure per la rettificazione di sesso, ma solleva ancora la necessità di un intervento legislativo per il riconoscimento delle identità non binarie.

Se hai necessità di un avvocato esperto della materia, contatta l’avvocato Fabiola De Stefano, tra i legali più noti in Italia sul tema.

Cambio del nome e del sesso anagrafico, ancora un ok dal Tribunale di Campobasso grazie all’Avvocato Fabiola De Stefano

Cambio del nome e del sesso anagrafico: ancora un ok dal Tribunale di Campobasso grazie all’Avvocato Fabiola De Stefano

Tg3 Rai Molise

https://www.rainews.it/tgr/molise/video/2024/07/sentenza-molise-campobasso-cambio-sesso-genere-disforia-24205b52-c48e-4da9-a90a-292d54a2399a.html

Leggi il pezzo del Quotidiano del Molise

https://www.quotidianomolise.com/articolo/cambio-del-nome-e-del-sesso-anagrafico-ancora-un-ok-dal-tribunale-di-campobasso

L’avvocato Fabiola De Stefano è tra i più noti legali esperti della materia in Italia

 

Accolto il ricorso dell’avv. Fabiola De Stefano per l’affidamento esclusivo del figlio minore | Tribunale di Avellino

Accolto il ricorso dell’avv. Fabiola De Stefano per l’affidamento esclusivo del figlio minore-  Tribunale di Avellino

Importante sentenza appena depositata dal Tribunale di Avellino, Sezione Volontaria Giurisdizione, presieduto da Maria Iandiorio, con giudici a latere Pasquale Russolillo e Paola Beatrice, in una causa avente ad oggetto la regolamentazione dell’esercizio della responsabilità genitoriale.

Il Tribunale ha accolto il ricorso di una giovane mamma di Altavilla Irpina che, vivendo con la propria bambina nel piccolo centro dell’hinterland irpino e lamentando l’assenza del padre della piccola, giovane avellinese abitante nel capoluogo cittadino, aveva chiesto l’affidamento esclusivo della bambina.

Il tribunale di Avellino, ha accolto la tesi dell’avvocato Fabiola De Stefano, legale della ragazza, seguendo quella parte della giurisprudenza ad avviso della quale la regola dell’affidamento condiviso dei figli può disapplicarsi quando la sua applicazione risulti “pregiudizievole per l’interesse del minore”.

Nel caso di specie l’avvocato Fabiola De Stefano è riuscita a provare che il padre della piccola si dimostrava persona incostante e incapace di avere un dialogo proficuo con la mamma della bambina, convincendo il Tribunale presieduto dalla giudice Maria Iandiorio ad affidare la gestione della minore, peraltro con situazione di salute necessitante un monitoraggio continuo e costante, alla sola madre, alla quale il tribunale ha concesso l’affido esclusivo.

La sentenza si inserisce in quella giurisprudenza di avanguardia che sceglie di affidare i figli al genitore “migliore” per il bene del figlio.

Leggi tutto “Accolto il ricorso dell’avv. Fabiola De Stefano per l’affidamento esclusivo del figlio minore | Tribunale di Avellino”

Guida sulla Colpa Medica e Responsabilità Sanitaria in Italia – 2024

Guida sulla Colpa Medica e Responsabilità Sanitaria in Italia – 2024

di De Stefano & Iacobacci Avvocati

Introduzione

La colpa medica e la responsabilità sanitaria sono temi di grande importanza nel sistema giuridico italiano. Riguardano la responsabilità degli operatori sanitari in caso di errori o negligenze che possano causare danni ai pazienti. Negli ultimi anni, la normativa è stata aggiornata per garantire una maggiore tutela sia per i pazienti sia per i professionisti della salute. Questa guida offre una panoramica delle norme attuali e delle procedure previste per affrontare i casi di colpa medica nel 2024.

Quadro Normativo

Il riferimento principale in materia di colpa medica e responsabilità sanitaria è la Legge n. 24 del 2017, nota come Legge Gelli-Bianco, che ha introdotto significative modifiche al precedente assetto normativo stabilito dalla Legge Balduzzi del 2012.

Colpa Medica: Definizione e Tipologie

La colpa medica si verifica quando un operatore sanitario (medico, infermiere, etc.) commette un errore dovuto a negligenza, imprudenza o imperizia, causando un danno al paziente. Le tipologie principali di colpa medica sono:

– Colpa Grave: Errori evidenti e inescusabili che violano le più elementari norme di prudenza e diligenza.

– Colpa Lieve: Errori che, sebbene meno gravi, denotano comunque una mancanza di diligenza professionale.

Responsabilità Civile e Penale

La responsabilità sanitaria può essere di natura civile e penale:

Responsabilità Civile

– Contrattuale: Deriva dal contratto implicito tra paziente e struttura sanitaria. Il paziente deve dimostrare il danno subito e il nesso causale tra questo e l’operato del medico.

– Extracontrattuale: Si applica quando non vi è un contratto specifico tra le parti, ma il danno è comunque causato da un comportamento negligente.

Responsabilità Penale

– Omicidio Colposo: In caso di decesso del paziente per negligenza.

– Lesioni Personali Colpose: Quando il paziente subisce un danno fisico o psichico non letale.

Onere della Prova

L’onere della prova varia a seconda del tipo di responsabilità:

– Civile Contrattuale: Spetta al paziente provare il danno e il nesso causale con l’operato medico.

– Civile Extracontrattuale e Penale: Spetta al paziente provare la colpa del medico.

Le Novità del 2024

Le ultime modifiche normative introdotte nel 2024 mirano a migliorare la trasparenza e l’efficienza nei procedimenti di accertamento della colpa medica. Tra le novità principali:

– Registro Nazionale dei Sinistri: Una banca dati nazionale per monitorare e analizzare i casi di colpa medica.

– Mediazione Obbligatoria: Prima di procedere con una causa, è obbligatorio tentare una mediazione per risolvere la controversia.

– Polizze Assicurative Obbligatorie: Maggiori requisiti assicurativi per i professionisti sanitari e le strutture ospedaliere.

Procedura di Denuncia

I pazienti che ritengono di aver subito un danno possono seguire i seguenti passaggi:

  1. Raccolta della Documentazione: Compilare e conservare tutta la documentazione medica relativa al caso.
  2. Richiesta di Mediazione: Tentare la risoluzione del conflitto tramite un mediatore.
  3. Denuncia Formale: Presentare denuncia all’autorità giudiziaria competente se la mediazione fallisce.

 

Conclusioni

La responsabilità sanitaria e la colpa medica in Italia sono regolate da un quadro normativo complesso ma mirato a bilanciare la tutela dei pazienti e la protezione dei professionisti sanitari. Le recenti riforme del 2024 rappresentano un passo avanti nella trasparenza e nell’efficienza del sistema sanitario e giudiziario. Pazienti e operatori sanitari devono essere consapevoli dei propri diritti e doveri per garantire una corretta gestione dei casi di colpa medica.

 Fonti

– Legge Gelli-Bianco (Legge n. 24 del 2017)

– Ministero della Salute

– Avvocati esperti nella materia

– Giurisprudenza recente in materia di responsabilità sanitaria

Guida Completa ai Diritti LGBTQ+ in Italia (2024)

Guida Completa ai Diritti LGBTQ+ in Italia (2024)

by Fabiola De Stefano co-founder De Stefano & Iacobacci Avvocati

1. Panoramica Storica e Contesto Legale

L’Italia ha compiuto significativi progressi nei diritti LGBTQ+ negli ultimi decenni, ma il percorso è stato lungo e complesso. Il cambiamento delle leggi e delle politiche riflette sia i progressi sociali che le continue sfide culturali.

Leggi Fondamentali:
  • Decriminalizzazione dell’omosessualità: L’omosessualità è stata decriminalizzata nel 1889 con il Codice Zanardelli.
  • Legge sulle Unioni Civili: Nel 2016, l’Italia ha introdotto le unioni civili per coppie dello stesso sesso, riconoscendo molti dei diritti delle coppie sposate, ma senza permettere l’adozione congiunta.
  • Leggi contro la discriminazione: La legge Mancino del 1993 e successive modifiche includono protezioni contro la discriminazione basata sull’orientamento sessuale.

2. Diritti Attuali delle Persone LGBTQ+

Unioni Civili e Matrimonio:
  • Le coppie dello stesso sesso possono formare un’unione civile con diritti simili a quelli del matrimonio, esclusa l’adozione congiunta.
  • Il matrimonio egualitario non è ancora riconosciuto.
Adozione e Genitorialità:
Riconoscimento del Genere:
Protezione contro la Discriminazione:
  • Le leggi antidiscriminazione coprono vari ambiti, incluso il lavoro e l’accesso ai servizi, ma non sempre sono efficacemente applicate.

3. Prospettive di Modifica

Matrimonio Egualitario:
  • Le pressioni per la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso sono in aumento. Diverse proposte di legge sono state presentate, ma la resistenza politica e culturale è ancora forte.
Adozioni:
Riconoscimento del Genere:
  • Esistono pressioni per eliminare il requisito dell’intervento chirurgico per il riconoscimento legale del genere, allineandosi con le raccomandazioni internazionali sui diritti umani.
Educazione e Sensibilizzazione:
  • L’educazione alle tematiche LGBTQ+ nelle scuole è un tema controverso. Alcuni programmi sono stati introdotti, ma la loro applicazione varia notevolmente tra le regioni.

4. Sfide Future

Culturali e Sociali:
  • La società italiana è ancora divisa sulle questioni LGBTQ+. Le influenze religiose e conservative restano forti, ostacolando ulteriori progressi.
  • La visibilità e l’accettazione sociale delle persone transgender e non binarie rimangono limitate.
Politiche e Legislative:
  • L’instabilità politica e la variabilità delle priorità dei governi possono rallentare le riforme. Le coalizioni di governo influenzano fortemente le politiche sui diritti civili.
  • L’implementazione delle leggi esistenti è spesso disomogenea, con differenze significative tra le varie regioni.

5. Conclusione

L’Italia ha fatto passi importanti verso l’uguaglianza per le persone LGBTQ+, ma rimangono significative sfide. Il futuro dei diritti LGBTQ+ in Italia dipenderà da come il paese affronterà questioni culturali e legislative, nonché dall’influenza dei movimenti sociali e delle pressioni internazionali.

Risorse Utili:
-> Diritti LGBTQ+ e Corte Europea dei diritti dell’Uomo

Nota: Questa guida riflette la situazione aggiornata al 2024 e può variare con il tempo. Per informazioni aggiornate, consultare le fonti ufficiali e le organizzazioni per i diritti LGBTQ+.

Il Diritto dei Consumatori in Italia nel 2024: Una Guida Completa

Il Diritto dei Consumatori in Italia nel 2024: Una Guida Completa

di Fabiola De Stefano cofondatore di De Stefano & Iacobacci Avvocati

Il diritto dei consumatori in Italia rappresenta un insieme di normative volte a tutelare i diritti dei consumatori, garantendo che i loro interessi siano protetti in vari ambiti del commercio e del consumo di beni e servizi. Negli ultimi anni, questo settore giuridico ha visto una significativa evoluzione, adattandosi alle nuove sfide del mercato globale e digitale. In questo articolo, esploreremo in dettaglio cosa è il diritto dei consumatori in Italia nel 2024, le principali normative in vigore, e le tutele offerte ai consumatori.

Le Fonti del Diritto dei Consumatori

Il diritto dei consumatori in Italia è regolato principalmente dal Codice del Consumo (Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206), il quale recepisce diverse direttive europee volte a uniformare le norme tra gli Stati membri dell’UE. Tra le principali fonti normative vi sono:

1. Codice del Consumo: Questo rappresenta il corpus principale delle leggi a tutela dei consumatori, comprendendo una vasta gamma di disposizioni che coprono dalla sicurezza dei prodotti alle pratiche commerciali scorrette.

2. Regolamenti e Direttive Europee: Normative come la Direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori e il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) sulla protezione dei dati personali influenzano direttamente le leggi italiane.

3. Leggi Nazionali: Oltre al Codice del Consumo, altre leggi italiane specifiche, come quelle relative ai contratti di vendita, alle garanzie sui beni di consumo e ai servizi finanziari, contribuiscono alla tutela dei consumatori.

Diritti Fondamentali dei Consumatori

I consumatori in Italia godono di numerosi diritti fondamentali volti a garantire equità e trasparenza nei rapporti di consumo. Ecco una panoramica dei principali diritti:

1. Diritto alla Sicurezza: I consumatori hanno il diritto di essere protetti contro prodotti pericolosi e insicuri. Questo include normative rigorose sulla qualità dei prodotti, sull’etichettatura e sui requisiti di sicurezza.

2. Diritto all’Informazione: È fondamentale che i consumatori ricevano informazioni chiare, veritiere e complete sui prodotti e servizi, comprese indicazioni sui prezzi, le caratteristiche essenziali, e le modalità di utilizzo.

3. Diritto alla Tutela Economica: I consumatori devono essere protetti contro pratiche commerciali scorrette, clausole vessatorie nei contratti, e comportamenti ingannevoli. Questo include la protezione contro la pubblicità ingannevole e le vendite piramidali.

4. Diritto alla Riparazione e al Risarcimento: In caso di prodotti difettosi o di servizi non conformi, i consumatori hanno il diritto alla riparazione, sostituzione, riduzione del prezzo, o risoluzione del contratto, oltre che al risarcimento dei danni subiti.

5. Diritto alla Privacy e alla Protezione dei Dati: Con l’avvento del GDPR, i consumatori hanno acquisito maggiori tutele riguardo al trattamento dei loro dati personali, con diritti specifici come il diritto all’oblio e alla portabilità dei dati.

Evoluzioni Recenti e Sfide Future

Negli ultimi anni, il diritto dei consumatori in Italia ha affrontato nuove sfide legate alla digitalizzazione e alla globalizzazione del mercato. Alcune delle principali evoluzioni recenti includono:

1. E-commerce e Vendite Online: Con il boom degli acquisti online, sono state introdotte normative specifiche per proteggere i consumatori nelle transazioni digitali, garantendo diritti come il recesso entro 14 giorni e trasparenza nei prezzi e nelle condizioni di vendita.

2. Contratti a Distanza e Fuori Sede: Questi tipi di contratti sono regolamentati in modo da offrire garanzie aggiuntive ai consumatori, come il diritto di recesso senza penalità e senza dover fornire alcuna motivazione.

3. Pratiche Commerciali Scorrette e Pubblicità Ingannevole: Autorità come l’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) vigilano attentamente per sanzionare comportamenti scorretti e proteggere i consumatori da truffe e inganni.

4. Sostenibilità e Consumo Responsabile: Cresce l’attenzione verso il consumo sostenibile e la protezione ambientale, con normative che promuovono prodotti eco-friendly e pratiche commerciali sostenibili.

Come Tutelare i Propri Diritti

Per tutelare efficacemente i propri diritti, i consumatori italiani hanno a disposizione diversi strumenti e risorse:

0. Rivolgersi ad un Avvocato esperto in materia.

1. Organizzazioni dei Consumatori: Associazioni come Altroconsumo, Codacons e Federconsumatori offrono assistenza, consulenza legale e rappresentanza ai consumatori in controversie con aziende e fornitori di servizi.

2. Risoluzione Alternativa delle Controversie (ADR): Metodi alternativi di risoluzione delle dispute, come la mediazione e l’arbitrato, offrono soluzioni rapide e meno costose rispetto ai procedimenti giudiziari tradizionali.

3. Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM): I consumatori possono segnalare pratiche commerciali scorrette e violazioni dei propri diritti all’AGCM, che ha il potere di sanzionare le aziende non conformi.

4. Sportelli di Conciliazione: Presenti in molte città, questi sportelli offrono assistenza gratuita per la risoluzione delle controversie tra consumatori e aziende.

Conclusione

Il diritto dei consumatori in Italia, nel 2024, continua a evolversi per rispondere alle esigenze di un mercato sempre più complesso e digitalizzato. La protezione dei diritti dei consumatori è fondamentale per garantire una concorrenza leale e un mercato trasparente e sicuro. Conoscere i propri diritti e sapere come tutelarli è il primo passo per diventare consumatori informati e consapevoli. Le normative italiane ed europee offrono un quadro robusto di protezioni, ma è altrettanto importante che i consumatori restino vigili e sfruttino le risorse a loro disposizione per far valere i propri diritti.

La Rapina può essere di lieve entità

LA CORTE COSTITUZIONALE con SENTENZA N. 86 dell’ANNO 2024 ha:

1) dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 628, secondo comma, del codice penale, nella parte in cui non prevede che la pena da esso comminata è diminuita in misura non eccedente un terzo quando per la natura, la specie, i mezzi, le modalità o circostanze dell’azione, ovvero per la particolare tenuità del danno o del pericolo, il fatto risulti di lieve entità;

2) dichiarato, in via consequenziale, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), l’illegittimità costituzionale dell’art. 628, primo comma, cod. pen., nella parte in cui non prevede che la pena da esso comminata è diminuita in misura non eccedente un terzo quando per la natura, la specie, i mezzi, le modalità o circostanze dell’azione, ovvero per la particolare tenuità del danno o del pericolo, il fatto risulti di lieve entità.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 aprile 2024.

Illegittimità costituzionale dell’art. 2-quinquies, comma 1, del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28

LA CORTE COSTITUZIONALE con  SENTENZA N. 85 dell’ANNO 2024 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2-quinquies, comma 1, del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28 (Misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l’introduzione del sistema di allerta Covid-19), convertito, con modificazioni, nella legge 25 giugno 2020, n. 70, nella parte in cui non prevede, al terzo periodo, dopo le parole «Quando si tratta di detenuti o internati per uno dei delitti previsti dal primo periodo del comma 1 dell’articolo 4-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354,», le parole «per i quali si applichi il divieto dei benefici ivi previsto».

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 aprile 2024.

 

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