Guida dopo aver assunto droghe (art. 187 CdS): cosa cambia con la sentenza della Corte costituzionale n. 10/2026

Guida dopo aver assunto droghe (art. 187 CdS): cosa cambia con la sentenza della Corte costituzionale n. 10/2026

La riforma del Codice della strada del 2024 ha tolto dall’art. 187 il requisito dello “stato di alterazione”: oggi la norma punisce chi guida dopo aver assunto stupefacenti. Molti sono stati denunciati per tracce di sostanze assunte giorni prima. A gennaio 2026 la Corte costituzionale ha posto un limite preciso.

Cosa ha deciso la Corte costituzionale

Con la sentenza n. 10 del 2026 la Corte ha ritenuto la norma legittima solo se interpretata in senso restrittivo: è punibile chi si mette alla guida in condizioni tali da creare un pericolo per la sicurezza della circolazione. La sola positività a un test non basta, e la verifica va condotta con criteri scientifici.

Le conseguenze se si è condannati

  • Ammenda da 1.500 a 6.000 euro e arresto da 6 mesi a 1 anno.
  • Sospensione della patente da 1 a 2 anni, raddoppiata in caso di incidente.
  • Possibile confisca del veicolo, salvo che appartenga a una persona estranea.
  • Il rifiuto degli accertamenti è punito con le stesse pene.

Dove si gioca la difesa

  • Il tipo di test: il test salivare preliminare va confermato da analisi di laboratorio.
  • Il tempo dell’assunzione: se la sostanza non aveva più effetto alla guida, manca il pericolo richiesto dalla Consulta.
  • La catena di custodia del campione e la regolarità del verbale.
  • Il procedimento sulla patente, da impugnare in parallelo davanti al Prefetto o al giudice.

Domande frequenti

Ho fumato uno spinello due giorni fa e sono risultato positivo: rischio? Dopo la sentenza n. 10/2026 la sola traccia non è sufficiente: va dimostrato il pericolo concreto.

I procedimenti già aperti beneficiano della sentenza? Sì, l’interpretazione della Corte vale per tutti i giudizi in corso.

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