Guida sulla Colpa Medica e Responsabilità Sanitaria in Italia – 2024

Guida sulla Colpa Medica e Responsabilità Sanitaria in Italia – 2024

di De Stefano & Iacobacci Avvocati

Introduzione

La colpa medica e la responsabilità sanitaria sono temi di grande importanza nel sistema giuridico italiano. Riguardano la responsabilità degli operatori sanitari in caso di errori o negligenze che possano causare danni ai pazienti. Negli ultimi anni, la normativa è stata aggiornata per garantire una maggiore tutela sia per i pazienti sia per i professionisti della salute. Questa guida offre una panoramica delle norme attuali e delle procedure previste per affrontare i casi di colpa medica nel 2024.

Quadro Normativo

Il riferimento principale in materia di colpa medica e responsabilità sanitaria è la Legge n. 24 del 2017, nota come Legge Gelli-Bianco, che ha introdotto significative modifiche al precedente assetto normativo stabilito dalla Legge Balduzzi del 2012.

Colpa Medica: Definizione e Tipologie

La colpa medica si verifica quando un operatore sanitario (medico, infermiere, etc.) commette un errore dovuto a negligenza, imprudenza o imperizia, causando un danno al paziente. Le tipologie principali di colpa medica sono:

– Colpa Grave: Errori evidenti e inescusabili che violano le più elementari norme di prudenza e diligenza.

– Colpa Lieve: Errori che, sebbene meno gravi, denotano comunque una mancanza di diligenza professionale.

Responsabilità Civile e Penale

La responsabilità sanitaria può essere di natura civile e penale:

Responsabilità Civile

– Contrattuale: Deriva dal contratto implicito tra paziente e struttura sanitaria. Il paziente deve dimostrare il danno subito e il nesso causale tra questo e l’operato del medico.

– Extracontrattuale: Si applica quando non vi è un contratto specifico tra le parti, ma il danno è comunque causato da un comportamento negligente.

Responsabilità Penale

– Omicidio Colposo: In caso di decesso del paziente per negligenza.

– Lesioni Personali Colpose: Quando il paziente subisce un danno fisico o psichico non letale.

Onere della Prova

L’onere della prova varia a seconda del tipo di responsabilità:

– Civile Contrattuale: Spetta al paziente provare il danno e il nesso causale con l’operato medico.

– Civile Extracontrattuale e Penale: Spetta al paziente provare la colpa del medico.

Le Novità del 2024

Le ultime modifiche normative introdotte nel 2024 mirano a migliorare la trasparenza e l’efficienza nei procedimenti di accertamento della colpa medica. Tra le novità principali:

– Registro Nazionale dei Sinistri: Una banca dati nazionale per monitorare e analizzare i casi di colpa medica.

– Mediazione Obbligatoria: Prima di procedere con una causa, è obbligatorio tentare una mediazione per risolvere la controversia.

– Polizze Assicurative Obbligatorie: Maggiori requisiti assicurativi per i professionisti sanitari e le strutture ospedaliere.

Procedura di Denuncia

I pazienti che ritengono di aver subito un danno possono seguire i seguenti passaggi:

  1. Raccolta della Documentazione: Compilare e conservare tutta la documentazione medica relativa al caso.
  2. Richiesta di Mediazione: Tentare la risoluzione del conflitto tramite un mediatore.
  3. Denuncia Formale: Presentare denuncia all’autorità giudiziaria competente se la mediazione fallisce.

 

Conclusioni

La responsabilità sanitaria e la colpa medica in Italia sono regolate da un quadro normativo complesso ma mirato a bilanciare la tutela dei pazienti e la protezione dei professionisti sanitari. Le recenti riforme del 2024 rappresentano un passo avanti nella trasparenza e nell’efficienza del sistema sanitario e giudiziario. Pazienti e operatori sanitari devono essere consapevoli dei propri diritti e doveri per garantire una corretta gestione dei casi di colpa medica.

 Fonti

– Legge Gelli-Bianco (Legge n. 24 del 2017)

– Ministero della Salute

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– Giurisprudenza recente in materia di responsabilità sanitaria

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La colpa medica nel diritto italiano

La colpa medica nel diritto italiano

La colpa medica è una responsabilità di natura civile che si configura quando, a causa di un errore, omissione o violazione degli obblighi inerenti all’attività sanitaria, si provoca un danno al paziente.

La responsabilità medica si configura quindi come una forma di responsabilità extracontrattuale, in quanto non deriva da un contratto tra medico e paziente, ma da un’obbligazione di natura generale, quella di non ledere i diritti altrui.

Elementi costitutivi della colpa medica

Gli elementi costitutivi della colpa medica sono:

  • L’azione o l’omissione del medico: la colpa medica può derivare da un’azione, come ad esempio un intervento chirurgico mal eseguito, o da un’omissione, come ad esempio la mancata diagnosi di una malattia.
  • Il nesso causale: è necessario che l’azione o l’omissione del medico sia stata la causa diretta e immediata del danno al paziente.
  • La colpa del medico: il medico deve aver agito con negligenza, imprudenza o imperizia, ossia con un comportamento non conforme alla diligenza che si richiede a un professionista della sua categoria.

La colpa medica in ambito civile

In ambito civile, la colpa medica si configura come un illecito civile, che dà luogo a un’azione di risarcimento del danno.

Il paziente che ha subito un danno a causa di un errore medico può quindi chiedere al medico o alla struttura sanitaria un risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti.

La colpa medica in ambito penale

In ambito penale, la colpa medica può configurare un reato, se l’errore medico è stato grave e ha causato la morte o gravi lesioni al paziente.

I reati di colpa medica possono essere:

  • Omicidio colposo: si configura quando la condotta del medico ha causato la morte del paziente.
  • Lesioni personali colpose: si configurano quando la condotta del medico ha causato lesioni fisiche o psichiche al paziente.

La responsabilità della struttura sanitaria

In caso di colpa medica, la responsabilità può ricadere non solo sul medico, ma anche sulla struttura sanitaria in cui il medico ha operato.

La struttura sanitaria è infatti responsabile per i danni causati ai pazienti dai suoi dipendenti, anche se questi hanno agito con colpa.

La responsabilità della struttura sanitaria può essere configurata in due modi:

  • Responsabilità contrattuale: la struttura sanitaria è responsabile per i danni causati al paziente ai sensi dell’art. 1218 c.c., in quanto il paziente ha stipulato un contratto con la struttura sanitaria.
  • Responsabilità extracontrattuale: la struttura sanitaria è responsabile per i danni causati al paziente ai sensi dell’art. 2043 c.c., in quanto ha violato un obbligo di diligenza.

Le linee guida

In ambito di responsabilità medica, le linee guida sono dei documenti che indicano le migliori pratiche da seguire in determinate situazioni.

Le linee guida possono essere utilizzate come criterio di valutazione della colpa del medico, in quanto dimostrano come un professionista della sua categoria avrebbe dovuto comportarsi in una determinata situazione.

Tuttavia, le linee guida non sono vincolanti per i medici, che possono decidere di adottare un trattamento diverso, se lo ritengono necessario.

Conclusione

La colpa medica è un tema complesso, che può avere un impatto significativo sulla vita dei pazienti.

È importante che i pazienti siano consapevoli dei propri diritti e che, in caso di danno, si rivolgano a un avvocato per ottenere il risarcimento dei danni subiti.

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La colpa medica secondo le Sezioni Unite che interpretano Gelli-Bianco

All’udienza del 21.12.2017 Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione (in attesa di motivazione) hanno delineato la c.d. colpa medica secondo le interpretando la legge Gelli-Bianco.

L’esercente la professione sanitaria risponde, a titolo di colpa, per morte o lesioni personali derivanti dall’esercizio di attività medico-chirurgica:

a) se l’evento si è verificato per colpa (anche “lieve”) da negligenza o imprudenza;

b) se l’evento si è verificato per colpa (anche “lieve”) da imperizia:

1) nell’ipotesi di errore rimproverabile nell’esecuzione dell’atto medico quando il caso concreto non è regolato dalle raccomandazioni delle linee-guida o, in mancanza, dalle buone pratiche clinico-assistenziali;

2) nell’ipotesi di errore rimproverabile nella individuazione e nella scelta di linee-guida o di buone pratiche che non risultino adeguate alla specificità del caso concreto, fermo restando l’obbligo del medico di disapplicarle quando la specificità del caso renda necessario lo scostamento da esse;

c) se l’evento si è verificato per colpa (soltanto “grave”) da imperizia nell’ipotesi di errore rimproverabile nell’esecuzione, quando il medico, in detta fase, abbia comunque scelto e rispettato le linee-guida o, in mancanza, le buone pratiche che risultano adeguate o adattate al caso concreto, tenuto conto altresì del grado di rischio da gestire e delle specifiche difficoltà tecniche dell’atto medico.

Se necessiti di un parere in materia di colpa medica o se sei coinvolto in un processo penale in particolare nei Tribunali di Avellino o Benevento puoi chiederci un parere

dovere di informazione in materia di feto malformato

Non v’ha dubbio che il primo bersaglio dell’inadempimento del medico è il diritto dei genitori di essere informati, al fine, indipendentemente dall’eventuale maturazione delle condizioni che abilitano la donna a chiedere l’interruzione della gravidanza, di prepararsi psicologicamente e, se del caso, materialmente, all’arrivo di un figlio menomato… nascendo perciò la legittimità della richiesta di risarcimento dei danni derivanti dalla nascita, e dunque del danno biologico e del danno economico… quindi la richiesta dei corrispondenti pregiudizi deve ritenersi consustanzialmente insita nella domanda di risarcimento dei danni derivati dalla nascita, quali il danno biologico in tutte le sue forme e il danno economico, che di quell’inadempimento sia conseguenza immediata e diretta in termini di causalità adeguata.

Cassazione civile, sez. III, sentenza 22 marzo 2013 n. 7269

colpa medica

In tema di colpa medica interessanti le argomentazioni di recente proposte dal Tribunale di Pisa (sent. 27.5.2011):

quanto al nesso causale come sarebbe irrazionale pretendere un comportamento comunque inidoneo ad evitare l’evento, altrettanto sarebbe rinunziare a muovere l’addebito colposo nel caso in cui la condotta osservante delle cautele, sebbene non certamente risolutiva, avrebbe diminuito significativamente il rischio di verificazione dell’evento, cioè avrebbe avuto significative probabilità di salvare il bene protetto.

Circa l’elemento soggettivo del reato una volta accertata sul piano oggettivo la violazione della regola cautelare, occorre sul piano soggettivo accertare l’esigibilità del comportamento conforme alla regola cautelare da parte dell’agente che concretamente si trova ad agire (cd. Doppio grado della colpa); in altri termini, il profilo più squisitamente soggettivo e personale della colpa viene generalmente individuato nella capacità soggettiva dell’agente di osservare la regola cautelare, nella concreta possibilità di pretendere l’osservanza della regola stessa, in una parola nella esigibilità del comportamento dovuto.

Misura soggettiva della colpa, dunque, esigibilità del comportamento lecito dall’agente del caso concreto, che va valutata sia con riferimento alla prevedibilità, che con riguardo all’evitabilità del fatto antigiuridico. In particolare, la prevedibilità altro non è che la possibilità dell’uomo coscienzioso ed avveduto (rectius: dell’agente modello) di cogliere che un certo evento è legato alla violazione di un determinato dovere oggettivo di diligenza, che cioè un certo evento è evitabile adottando determinate regole di diligenza; la evitabilità è, invece, l’idoneità della regola cautelare a scongiurare o a ridurre il pericolo che quel determinato fatto antigiuridico si realizzi: entrambi questi parametri vanno valutati in concreto, tenendo conto delle circostanze del caso in cui l’agente si è trovato ad operare

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